Gli strumenti del mestiere: le matite colorate e i blender

Come funzionano le matite colorate e il *blending*?
Queste informazioni, che da inesperta ho ricavato da qualche ricerca e da alcune prove, possono essere utili a chi si sta avvicinando all’uso delle matite colorate.
In super sintesi: il bello delle matite colorate? che possono essere sfumate e sovrapposte per ottenere diverse gradazioni di colore, dal colore intenso al colore più delicato, dal tono scuro a quello chiaro, ecc.

Ci sono strumenti, come i *blender*, che possono agevolarci nella sfumatura del colore.


Il blender è una matita con una mina incolore costituita da materiale diverso a seconda della marca (ad esempio Prismacolor, che fa matite colorate a cera, ha un blender in cera, mentre Lyra, che fa matite ad olio, ha un blender a olio…).
Di fatto il blender, fatto dello stesso materiale con cui è tenuto assieme il pigmento delle matite colorate, va a sciogliere il pigmento sul foglio e lo ridistribuisce.

A causa della texture della carta che stiamo usando, infatti, la stesura del colore non è mai uniforme: per quanto la carta possa essere liscia, presenta sempre avvallamenti e creste sulle quali il colore si distribuisce in maniera diversa (più colore sulle creste, poco o zero colore nelle valli).
Per questo motivo, se vogliamo ottenere un effetto di campitura uniforme, dobbiamo passare più volte il colore e/o premere di più.
Ovviamente più volte passo il colore, più questo diventa carico e saturo, e l’effetto può non essere quello che desidero: talvolta infatti vogliamo un effetto sì continuo e uniforme, ma anche delicato. Questo effetto può essere ottenuto in due modi:

  1. usando la matita di colore bianco e passandola sul colore precedente:
    PRO: in questo modo il colore viene distribuito in maniera uniforme nelle valli e ottengo un effetto omogeneo
    CONTRO: il colore impallidisce per l’aggiunta del bianco (il rosso diventa rosato, il giallo diventa pallido…)
  2. usando il blender e passandolo sul colore precedente:
    PRO: il pigmento presente sul foglio viene ridistribuito uniformemente tra creste e valli
    CONTRO: il colore mantiene la tonalità ma diventa più tenue (ovvio: la stessa quantità di pigmento viene ora distribuita su una superficie più ampia, cioè anche nelle valli, quindi ne rimane di meno sulle creste)

Questo significa che non esiste una tecnica da privilegiare, ma che a seconda dell’effetto desiderato, si può ricorrere a strumenti e modalità diversi, senza dimenticare che l’effetto bellissimo della sfumatura (blending) è ottenibile, con un po’ di pazienza e qualche passaggio di colore in più, anche con il colore saturo.
Guardate qua le mie prove: la prima colonna presenta tre colori di cui ho fatto un solo passaggio e su cui ho passato il blender per sfumare assieme i tre colori, mentre la seconda colonna rappresenta gli stessi colori sfumati assieme con più passaggi di colore e niente blender né bianco.

Prima del blender e dopo il blender (nei miei esempi ho usato matite Faber Castell Polychromos e blender Prismacolor -Faber Castell a oggi è una delle poche marche famose a non avere un blender, penso sia perchè le loro matite colorate sono già fighissime così 😉 ):

 

Sfumare assieme tre colori: con il blender in una colonna, con più passaggi di colore nell’altra. Esempi:

 

E qua invece l’effetto campitura uniforme e colore omogeneo ottenuto prima con il blender (a sinistra), poi passando più starti di colore fino ad ottenere un risultato levigato e lucido (a destra):

 

Io personalmente preferisco “fare da me” e non uso mai il blender (e il bianco molto di rado).
Ma è tutta questione di gusti 🙂

Buone prove e fatemi sapere cosa ne pensate!

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2 pensieri su “Gli strumenti del mestiere: le matite colorate e i blender

    • Non è esattamente così: il bianco rende il colore più pallido, cioè schiarisce. Il blender non cambia la tonalità del colore, semplicemente distribuisce il pigmento su una superficie più ampia (cioè anche nelle valli del foglio), rendendolo solo un po’ più tenue 🙂

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